Perchè "Filò"?

Nella tradizione delle Prealpi venete e della provincia di Belluno in particolare, “fare filò” era un’usanza radicata e portata avanti fino alla prima metà del XX secolo. Era la riunione spontanea tra più famiglie per ritrovarsi la sera a chiacchierare, raccontare e ascoltare storie e aneddoti di vita, mentre le donne filavano e gli uomini tessevano le trame della vita sociale. Il ritrovo si svolgeva nelle stalle e nei fienili, poiché allora le case di montagna non erano riscaldate ed erano quindi molto fredde, specialmente in inverno.

tradizione far filò

Il filò era quindi il più diffuso ed efficace mezzo di comunicazione ed è per questo che l’abbiamo scelto dapprima come nome della nostra rivista e poi anche della società.

Il nostro obiettivo è infatti quello di comunicare e di farlo in maniera diretta e non convenzionale, lontani da un’impostazione troppo manageriale, prestando attenzione alla voce del nostro interlocutore, capendo le sue esigenze, comprendendone le aspettative e traducendole in informazioni, cioè parole e segni grafici.
Per noi la dimensione territoriale è fondamentale e “pensare filò” ci permette di mantenere vivo il legame con l’ambiente in cui si muove il nostro cliente e quindi con il suo target.

 

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